Fondi EU per la Messa in Sicurezza dei Locali Pubblici- Fonduri EU pentru Securitatea Localurilor Publice

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Quanti fondi europei sono stati erogati in Romania per costruire e sviluppare progetti che poi si sono rilevati inesistenti, fondi che sono finiti a costruire ville, comprare bolidi a tutta velocità o spesi in vacanze di super-lusso? Ne hanno parlato i giornali, i telegiornali, ne ha parlato e come la gente comune infastidita! Vedere e sentire ci faceva solo male, ci feriva, ci faceva soffrire e ci faceva arrabbiare per quanto piccoli e insignificanti ci sentivamo. Se ci sentiamo parte della Comunità Europea allora è arrivata anche l’ora della denuncia, della verità. La Comunità Europea deve sapere che in Romania servono e come i fondi, che non sono altro che soldi racimolati con fatica e tanto lavoro, sempre da parte della gente comune. Fondi che devono essere apprezzati e impiegati in progetti e attività utili, ai quali utilizzatori finali devono essere coloro che ne hanno veramente bisogno, coloro che sono veramente meritevoli per le loro idee e progetti, coloro che cercano di migliorare la società e la vita di tutti i giorni.

La Comunità Europea deve sapere la triste e crudele verità che emerge dopo l’incendio tragico del 30 Novembre, verità che sta smuovendo le coscienze di tutti noi, verità che fa tremare le “teste competenti” dell’amministrazione pubblica, verità che fa mandare a casa politici corrotti e impauriti della forza della strada e non per via dell’onore – attributo con sconosciuta  connotazione al quale possono solo aspirare – non esiste una regolamentazione efficace, chiara e unica in Romania per la Sicurezza e i Piani Antincendio nei locali pubblici.

b_Porta-tagliafuoco-DE-NARDI-195924-reld7f801fdEsistono migliaia di scuole, ospedali e unità ospedaliere, negozi, bar, uffici, alberghi, fabbriche e Dio sa quant’altro, sprovvisti in questo momento di qualsiasi piano di emergenza, segnaletica, estintori appropriati in base all’ambiente (polvere o  CO2), impianti per il rilevamento del fumo, cassette per il primo soccorso, porte antincendio e anti-panico, tende ignifughe (e qui chiamerei in causa sopratutto tanti alberghetti, pensioni, aparthotel o alberghi diffusi, B&B ) e titolari di attività che non hanno nessuna certificazione per aver eseguito un corso di Primo Soccorso o un corso Antincendio, corsi che dovunque in vecchia Europa sono obbligatori.

Mi affido a quei ragazzi, a quei giovani che ieri sono andati a parlare con il Presidente Iohannis: sollecitate d’urgenza FONDI EU per dare sicurezza ai nostri bambini in scuole, ai nostri giovani nei club e discoteche, alla gente comune negli uffici e nelle fabbriche. Sono centinaia di attività in questo momento sull’orlo della chiusura per mancanza di requisiti. Possiamo chiudere bar e caffè ma non possiamo e non ci permettiamo a chiudere le scuole e gli ospedali, gli uffici e le fabbriche.

Questa è una situazione di emergenza per tutti! RAGAZZI, SOLLECITATE FONDI EU a questo proposito! La scuola e la sanità non si possono fermare! La Comunità Europea vi ascolterà, ma fattelo ADESSO!

C. Andrei

Cate fonduri europene au fost erogate in Romania pentru a construi si dezvolta proiecte care in cele din urma s-au dovedit inexistente, fonduri cu care s-au construit vile, s-au cumparat bolizi ai strazii si s-au facut vacante de lux. Au vorbit ziarele, telejurnalele, au vorbit oamenii simpli si deranjati de aceste “stiri”. Vazand si auzind astfel de vesti am suferit si ne-am necajit pentru cat de mici si neinsemnati suntem. Daca vrem sa fim parte din Comunitatea Europeana, atunci a venit vremea denuntarii si a adevarului. Comunitatea Europeana trebuie sa stie ca in Romania sunt mai mult decat necesare fondurile, care nu sunt altceva decat bani incropiti cu sudoarea si munca oamenilor comuni. Fonduri care ar trebui pretuite si folosite in proiecte si activitati utile, ai caror utilizzatori finali trebuie sa fie cei care au cu adevarat nevoie, cei care merita, cei care incearca sa imbunatateasca societatea si viata de zi cu zi.

Comunitatea Europeana trebuie sa stie tristul si cruntul adevar care apare dupa tragicul incendiu din 30 Noiembre din Bucuresti, adevar care misca constiintele noastre ale tuturor, adevar care face sa tremure “creierele competente” ale administratiei publice, adevar care a inceput sa trimita acasa politicienii corupti si ingroziti de puterea strazii nu din cauza onorii – atribut cu conotatie necunoscuta acestora si la care pot doar visa – nu exista o reglementare eficace, clara si unica in Romania pentru Securitatea localurilor publice in caz de incendiu.

Exista la ora actuala mii de scoli, spitale si dispensare, magazine, baruri, birouri, hoteluri, fabrici si Dumnezeu stie cate altele, fara un plan de evacuare in caz de incendiu, semnalizare vizibila, stingatoare fabricate dupa normativele CEE (cu praf, cu spuma sau CO2 – in functie de destinatia localului in care se afla), instalatii pentru detectarea fumului, truse de prim ajutor, usi antifire cu manere anti-panica, perdele ignifuge (si aici as chema in cauza mai ales hotelurile, pensiunile, apart-hotelurile si alte unitati de cazare difuze) iar “patronii” – termen pe care personal il detest – nu au partecipat la un Curs de Primul Ajutor sau la un Curs Antincendiu, cursuri care oriunde in Vechia Europa sunt obligatorii!

Ma incred in acei tineri care s-au intalnit cu Presedintele Iohannis: cereti cu urgenta FONDURI EU pentru a da copiilor nostri siguranta in scoli, tinerilor in scoli, oamenilor comuni in birouri si fabrici. Sunt sute de activitati in acest moment pe cale de a fi inchise pentru lipsa de autorizatii necesare. Putem inchide barurile si cafenelele dar nu putem si nu ne permitem sa incide scolile si spitalele, birourile si fabricile.

Aceasta este o situatie de urgenta pentru toti! Tineri, CERETI FONDURI EU pentru certificari, pentru a organiza cursuri, comisii competente de control si tot ce este necessar! Scoala si Sanatatea NU se pot OPRI! Comunitatea Europeana va va asculta, cu conditia sa o faceti ACUM!

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Partito COLECTIV il Nuovo Movimento 5 Stelle in Romania! Partidul COLECTIV – noua Miscare 5 Stele

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Sembra che le sorti della Romania siano sempre dettate da ciò che succede in strada e non dalle decisioni politiche prese sulle comode, ricche e “calducciose” poltrone del Governo. Il compito più difficile di questi giorni è che la Romania deve dimostrare che è un Paese governabile anche da persone oneste e non solo da ladri e “bustarellisti” da due soldi. Le dimissioni del premier Ponta  in seguito alle manifestazioni in Piazza di ieri sera dove decine de migliaia di persone hanno partecipato, sono giuste , giustificate e opportune anche se tardive e sofferte.

La responsabilità civica deve prendere finalmente in mano la situazione oggi, dopo 25 anni e non domani! I politici cresciuti ed educati in un ambiente marcio, “addestrati” secondo regole interpretate in maniera sbagliata non devono più avere l’accesso a ruoli politici di rilievo. Il semplice cittadino è il miglior politico, è lui che conosce la realtà, è lui che sta lottando per vivere e conosce le ingiustizie, è lui che paga con la vita per colpa del marcio che governa.

ROMANIA dice BASTA alla corruzione e ai corrotti! Romania non deve essere più il Paese dei Balocchi per quei stranieri che “investono danaro” in quanto “funziona anche così” e “tutto è possibile”, perché ci sono meno regole e regolamentazioni, perché ci si adagia sull’inesperienza della gente semplice in mancanza di un modello funzionale.

Patetico e triste vedere sulle reti televisive politici attuali ed ex-politici che portano “soluzioni” solo per ri-aggiudicarsi una fetta di torta in politica. La CORRUZIONE è una malattia che si evolve senza la volontà di prevenzione, senza la volontà di curare. E’ un male che viene tollerato solo dal POTERE, l’unico beneficiario dei suoi frutti, è una piramide eretta sui sacrifici e con i sacrifici della gente semplice e onesta, sostenuta dalle lobby politiche grasse e ingolfate di potere.

La Romania ha bisogno di un movimento COLECTIV di un PARTITO CIVICO COLECTIV e il momento è giusto ma non va vissuto sui canali media tradizionali, fitti di giornalisti non giornalisti, politici non politici e oratori analfabeti ma sul web  2.0. dove la verità è palese e la notizia è reale perché viene dal pulpito della gente comune e sopratutto dalle nuove generazioni che aspirano ad un futuro dignitoso.

Questo è un momento di onore per il mio Paese che va riconosciuto e lodato a livello internazionale. In speranza che un domani, noi rumeni che viviamo in DIASPORA non ci vergogneremmo più a dire “SIAMO ROMENI”!

C. Andrei

Pare ca soarta Romaniei este ca intotdeauna dictata de ceea ce se intampla pe strazi ci nu de deciziile politice luate de pe fotoliile comode, bogate si “impufosite” ale Guvernului. Tema cea mai dificila din aceste zile este ca Romania trebuie sa demonstreze ca este o tara guvernabila si de catre persona oneste nu doar de hoti si “spagari” de doi bani. Demisia premierului Ponta in urma manifestarilor de piata de ieri seara unde zeci de mii de oameni au partecipat, este justa, justificata si oportuna desi tardiva si suferita.

Responsabilitatea civica trebuie sa ia in sfarsit situatia in maini, azi, dupa 25 de ani si nu maine! Politicienii crescuti si educati intr-un ambient putred, adestrati in baza unor reguli interpretate gresit nu trebuie sa mai aiba accesul la roluri politice de relief. Simplul cetatean este cel mai bun politic in momentul de fata, este el cel care cunoaste realitatea, este el cel care lupta zi de zi pentru viata si cunoaste injustitiile, este el cel care plateste cu viata datorita putreziciunii ce guverneaza tara.

Romania zice NU coruptiei si coruptilor! Romania nu trebuie sa mai reprezinte pentru toti acei straini “investitori” de capitale, tara “lu’ hai ca merge si-asa”, tara un “totul se poate”, pentru ca lipsesc reguli si reglementari de baza, pentru ca “se pune capul” pe lipsa de experienta si ingenuitatea oamenilor de rand care nu au in fata ochilor exemplul unui model functional.

Este patetic si trist ceea ce se vede pe retelele de televiziune: politicieni actuali si ex-politicieni care aduc “solutii” doar pentru a-si re-castiga o felie de tort in politica. COPUPTIA este o boala care evolueaza fara vointa de o preveni sau de a o cura. Este o boala care este tolerata doar de PUTERE, unica beneficiara a fructelor sale, este o piramida ridicata pe sacrificiile oamenilor simpli si onesti, sustinuta de lobby-urile politice grase si imbuibate de putere.

Romania are nevoie de o miscare COLECTIV de un Partid CIVIC COLECTIV, este momentul oportun dar care nu va trebui trait si urmarit per canalele mass-media traditionale, pline de ziaristi ne-ziaristi, politicieni ne-politicieni si oratori analfabeti ci pe web 2.0 unde adevarul este adevar si stirea este reala deoarece vine din pumnul oamenilor comuni si mai presus din inima noilor generatii care aspira pe drept la un viitor respectabil.

Acesta este un moment de onoare pentru Tara mea, care trebuie recunoscut si laudat la nivel international, cu speranta ca maine, noua, romanilor din Diaspora nu ne va mai fi rusine sa spunem raspicat “SUNTEM ROMANI”!

C. Andrei

RIP Colectiv – c’è la notizia ma manca la soluzione..

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Si usciva quasi tutti i fine settimana. Si andava quasi sempre nello stesso posto nel Centro Vecchio di Bucarest, all’epoca non tanto pubblicizzato ma conosciutissimo da noi, coloro che vivevamo la Capitale giorno e notte.

Ci piaceva anche perchè era un pò proibito dato che ci si poteva entrare solo se studente universitario iscritto alla Facoltà di Architettura oppure se accompagnato da uno studente appartenente a quel corso di laurea. Io e la mia migliore amica non studiavamo l’architettura ma il Management Turistico Alberghiero quindi l’accesso quando si tentava di entrare, ci veniva puntualmente negato da Raul, il buttafuori che tutte le sere faceva le veci all’ingresso del famoso CLUB A di via Blanari. Qualche volta ci facevamo accompagnare dal nostro vicino di casa Razvan, studente in architettura che ci accompagnava fino all’interno del locale dopo di che se ne tornava a casa. A volte aspettavamo fuori anche per due ore finché Raul si impietosiva e ci spingeva in mezzo alla gente che di continuo scendeva sulla scala angusta a mezza chiocciola che portava nelle viscere di un  vecchio palazzo, costruito probabilmente verso la fine dell’800 inizi ‘900. Scendendo la temperatura saliva, l’acqua scendeva sulle pareti per via dell’umidità dovuta anche all’ammasso di gente il fumo rendeva l’aria irrespirabile. Ci si stava in piedi per inerzia, e quella scala sembrava infinita a volte. Una volta arrivati nel sottosuolo, ciò che una volta probabilmente era una comune cantina o una dispensa, dalle pareti larghe e soffitto basso, abbellito da colonne e arcate di sostegno, ora era il nostro club preferito con musica live o musica di qualità suonata con arte dai migliori DJ autoctoni del momento come DJ Vasile che aveva fatto innamorare la mia migliore amica. Il fumo delle sigarette  era denso, il pavimento bagnato, i bagni dalle porte rigorosamente dipinte di nero erano puzzolenti e piccoli, senza finestre o bocchettoni di areazione ma l’alcool costava poco, la musica era di ottima qualità e la gente pure. Da INXS, U2, Red Hot Chili Peppers, Depeche Mode, The Cure, Nick Cave, Kate Bush, The Doors al genere punk con Sex Pistols, The Clash, Green Day e tanti altri, sono stati l’ABC della mia cultura musicale e questo è un aspetto che non dimenticherò mai così come non dimenticherò che tutte le volte che andavo in Club A mettevo inconsciamente la mia vita in pericolo. Non si andava solo lì, avevano aperto in una traversa parallela il Big Mammut, un altro club a suoni di Rhythm & Blues, sempre nei sotterranei di una palazzo vecchio, ci si andava in Laptaria Enache, un locale ricavato dietro le quinte al quarto piano del teatro Nazionale nel centro di Bucarest e siccome parlo dell’inizio degli anni ’90  c’era il boom del dopo-rivoluzione dei locali notturni e quasi ogni giorno sentivamo di nuove inaugurazioni nei posti più improbabili e strani della città.  Ci si andava puntualmente!

Oggi, a più di 20 anni da quel periodo di giovinezza sfrenata e senza timori, oggi che sono mamma di due bambine, oggi che appena cambio casa studio le cosiddette “vie di fuga” in caso di incendio per mettere in salvo prima loro, oggi che tengo in casa un estintore a polvere, una coperta antincendio e segnalatori di fumo in tutte le camere mi rendo conto della mia incoscienza dovuta in parte all’età giovane ma in gran parte alla disinformazione. Oggi che so cosa vuol dire avere un’attività rivolta al pubblico perché l’hotel che ho avuto in gestione per 4 anni in Italia mi ha messo a dura prova sotto mille aspetti burocratici, tecnici e pratici, oggi mi rendo conto quanto sono stati importanti tutti quei corsi, gli esami, le prove pratiche che ho dovuto superare, le certificazioni, i controlli all’inizio di ogni stagione, gli impianti antincendio, le porte tagliafuoco, i materassi ignifughi, le piantine che ho dovuto fare con lavoro certosino per ogni ambiente, i segnalatori di fumo e tutti i nessi e connessi che nonostante avevo in regola non mi facevano mai dormire la notte per paura che qualcosa andasse storto.

Siamo noi per primi responsabili delle conseguenze ma siamo sempre noi che possiamo evitare se abbiamo il buon senso di rifiutare di andare nei posti che non ci fanno sentire sicuri. Siamo noi che dobbiamo sempre munirci di un’assicurazione quando si viaggia ma che spesso non la sottoscriviamo per risparmiare un pò, siamo noi che dobbiamo avere il coraggio di dire NO, lì non ci vado perché non mi ispira fiduccia. Ma a priori, per coscientizzare tutto ciò, dobbiamo essere informati, istruiti e messi alla prova con simulazioni nelle scuole, negli uffici, negli edifici pubblici, nelle fabbriche. Prevenire è sempre meglio che curare. La tragedia del Colectiv il 30 ottobre scorso non ha fatto altro che aprirci gli occhi, ritornare sui nostri passi e riflettere a chi vanno le colpe e le responsabilità. Siamo tutti colpevoli e responsabili, ci adagiamo troppo facilmente e ci accontentiamo con troppo poco. Siamo in mezzo ad un grande polverone che presto andrà a posarsi qua e là senza grandi risposte senza grandi prese di posizione. Scommetto che tutti i posti di televisione non fanno altro che parlare del grave accaduto ma scommetto che sono in pochi coloro che ne parlano delle vere responsabilità e delle prese di posizione onde evitare queste tragedie in futuro. La notizia non è completa se non parla anche di una soluzione, la notizia non è completa se parla solo dell’accaduto e dei fatti. Sono importanti sì, ma non bastano. Ho sempre visto telegiornali che parlavano dei disastri, calamità naturali ma spesso e volentieri nessuno parlava anche delle prese di posizione da parte delle autorità, mancava sempre la parte più importante della notizia che mi lasciava sempre con il fiato sospeso e senza risposte.

Dulcis in fundo, la trafila burocratica per  aprire un altro locale rimarrà la stessa, con tempi di attesa di mesi e mesi per avere delle autorizzazioni firmate da chi sa chi, senza sopralluoghi e controlli specializzati, con bustarelle ai responsabili degli “uffici competenti” per accelerare i tempi e “chiudere un’occhio” perché è così che funziona nei Paesi dei Balocchi.

Concorso- Il Bacio dell’Isola di Paxos

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Si sta per avviare la Fiera Internazionale del Turismo a Bucarest.

Le Isole Paxos, Antipaxos Grecia sotto il patronato del Comune di Paxos vi aspettano al Pavilione C6, stand 33-35 che ospita quest’anno le municipalità delle Isole Ioniche presso ROMEXPO TTR dal 12 al 15 di Marzo.

paxos2Non mancate anche perché vi propongono di partecipare al concorso “Il Bacio dell’isola di Paxos”. Con un bacio viaggiate verso la Grecia!

paxos3Il concorso si è ispirato alla legenda dell’amore nascosto di Poseidon per Amphitrite del quale nido era proprio l’Isola di Paxos Il mito viene così collegato alla realtà turistica attuale, ai posti idillici ed evidenzia le particolarità della bellissima isola erotica del Mar Ionio. Il concorso si terrà durante tutti i giorni della fiera e i partecipanti dovranno dare un bacio alla loro amata per poter partecipare all’estrazione finale.

Il PREMIO?

paxos11Una vacanza di 7 giorni nelle  Isole di Paxos e Antpaxos che comprende, pensione completa ed escursioni con la barca.

paxos10In seguito le attività che propongono i loro servizi turistici nelle isole con la collaborazione del Comune di Paxos:

paxos91. Paxos Magic Holidays, Gaios

paxos82. Genessis Restaurant, Gaios

paxos163. Gaios Caffé, Gaios

paxos154. IL Giro dell ‘ isola souvlaki place, Gaios

paxos145.Volcano Caffe, Gaios

paxos136. Paxos Club Hotel 4*, Gaios

paxos127. Mediterraneo Restaurant, Gaios

paxos98. Taverna Captain Spyros, Αntipaxos

paxos79. Ionian rent a car, Gaios

paxos410. Sea Taxi company from Paxos to Antipaxos

paxos1811. Paradisiaco, San Sebastian Gaios

12. Torri e Merli, Boutique Hotel, Lakka

13. Corfu Ferries, Corfu Paxos & Antipaxos ti aspettano!

Quando conviene prenotare un volo Low Cost

volare-lowcostSiccome quello dei viaggi è un tema importante quando si parla di internet, ci tenevo a riportare quali trucchi e quali strategie di prenotazione adottare quando si va a cercare un volo low cost per qualsiasi destinazione.
i prezzi dei biglietti aerei oggi non sono più fissi, cambiano ogni giorno, come fossero indici di borsa.
Quanto cosa volare da Roma a Barcellona? se si guarda il prezzo oggi per un volo tra 6 mesi, si noterà un costo alto; tra 2 mesi un prezzo medio mentre può darsi che il biglietto per partire tra 20 giorni, costa ancora meno.
Quali algoritmi governano queste oscillazioni?
Quando è conveniente prenotare un volo aereo low cost?
Le spiegazioni riportate, anche se generiche, sono frutto di studi e statistiche che hanno dato risultati davvero interessanti.

Il sistema dei prezzi di compagnie come RyanAir o Easyjet è governato sia dall’intervento umano, sia da un computer che, tramite sofisticati algoritmi, fissa automaticamente il prezzo, ogni ora, in base a determinati parametri segreti.
Ecco quindi che, quelli che fino ad oggi pensavano “prima si prenota, meno si spende” vengono fatalmente smentiti dai rilevamenti fatti e dall’esperienza.
Non so se avete provato a fare verifiche dopo aver comprato un biglietto, pensando di aver fatto un affare: in alcuni casi, se si fosse aspettato una settimana o qualche giorno per prenotare, si avrebbe strappato un prezzo più basso.

low-costIl primo trucco è non farsi prendere dall’ansia di voler prenotare subito, pensando che finiscano i posti o che diventino troppo cari.
Se si prova a guardare una tariffa per partire tra 6 mesi, si nota che il prezzo è alto e non cambia nemmeno dopo un mese.
Gli algoritmi entrano in funzione circa 100 giorni prima (variabile a seconda della compagnia aerea) e, da quel momento, quella tariffa inizia a scendere.
Quindi, teoricamente, prenotare 3 mesi prima un volo aereo è la mossa migliore per risparmiare.

L’oscillazione, nei giorni successivi, tiene conto della richiesta e di tanti altri fattori.
In generale, il prezzo può ancora scendere fino a 14 giorni prima della partenza (7 o 10 giorni per le compagnie low cost) dopodiché sale inesorabilmente e non c’è più alcuna speranza di vederlo scendere.
Il computer tiene conto che, se uno ha bisogno di partire cosi in fretta, sarà disposto a spendere di più.
Sulle tratte lunghe e frequentate non è escluso che ci siano promozioni e last minute dell’ultim’ora, almeno su tratte lunghe.
Il momento migliore per acquistare un volo Ryanair o Easyjet è 10 giorni prima della partenza.

imagesIl secondo trucco per risparmiare sui viaggi in aereo è quello del giorno di prenotazione.
Mai prenotare o guardare i prezzi di Sabato e di Domenica perchè sono sempre più alti rispetto la settimana, almeno del 7% secondo alcuni calcoli.
A quanto pare, siccome le persone hanno più tempo nei weekend, si mettono al computer e prenotano voli, esaurendo in fretta i biglietti scontati.
Questo esaurimento di posti non viene corretto da un dipendente (perchè di Domenica sta a casa) quindi non ci sono ribassi.
Il Lunedì la compagnia, con intervento manuale, rimette le offerte e le tariffe scontate.
Il Martedì è il giorno principale in cui escono le promozioni.
Il Mercoledì invece, siccome tutte le compagnie hanno ribassato i prezzi ed offerto sconti, grazie alla concorrenza, diventa il giorno migliore per prenotare al prezzo più basso.
Di Mercoledì quindi, in generale, si dovrebbero vedere tariffe e prezzi dei voli aerei più bassi rispetto a tutta la settimana.

Per quanto riguarda l’orario di partenza, pare che i voli del primo pomeriggio siano più economici anche se, per compagnie come RyanAir la mattina presto rimane l’orario migliore.
Questo perchè la compagnia aerea sa che quello di mattina può essere un viaggio di lavoro irrinunciabile.
Anche l’orario di prenotazione è importante: i prezzi dei voli se guardati di mattina possono essere superiori rispetto agli stessi voli guardati di pomeriggio.
Il pomeriggio, di solito,chi cerca un biglietto aereo sta organizzando una vacanza da casa propria.

Un altro trucco molto subdolo da usare per trovare voli aerei al minor prezzo è quello di usare un altro computer rispetto quello usato a lavoro.
Questo per evitare la lettura dei cookies del browser che possono rilevare eventuali viaggi di lavoro, sempre più costosi.

Per finire è importante notare come le prenotazioni di gruppo siano sconvenienti.
Il sistema di prezzi di siti come quello di Ryanair infatti, quando si cercano biglietti per più persone, li assegna ad un prezzo più alto.
In teoria quindi bisognerebbe acquistare i biglietti uno per uno e poi compensare eventuali differenze di prezzo con gli amici.

Dove cercare i voli migliori al minor prezzo possibile?
Ci sono siti che aggregano le offerte di tutte le compagnie, sia di linea che lowcost e permettono di cercare i voli aerei low cost con i prezzi più bassi.
Tra questi è famoso Sky Scanner, Momondo e Hipmunk.
Gli aggregatori però, a volte, non prendono in considerazione le promozioni delle compagnie aeree quindi, anche dopo una ricerca, conviene visitare le homepage dei vari Alitalia, Ryanair, Easyjet, WizzAir, Air Europe e guardare se ci sono promozioni ed offerte diverse.

Inseguendo un sogno nel cassetto – Ratio et Revelatio

sottoboscoNell’esordio della rubrica “Un libro alla settimana”, che si promette di presentarvi e di consigliarvi puntualmente le novità editoriali presenti sui banconi delle librerie, sono lieta di presentarvi un iniziativa lodevole di una giovanissima Casa Editrice Ratio et Revelatio, che ha messo le fondamenta a Oradea in Romania nel 2013 con l’intento di “ contribuire a contrastare il crollo odierno della fruizione dell’arte in generale e del libro in particolare”.

Ho come ospite per questa primissima intervista una giovane imprenditrice  romena, amante dell’arte scrittoria, della cultura  e dell’viaggiare nell’intento di riavvicinare i lettori al testo scritto e gli autori alle librerie: Raluca Lazarovici Veres.

Dopo aver’pubblicato con successo in Italia il libro di Simona Castiglione, dal titolo “Sottobosco”, cosa ti ha spinto a pubblicarlo anche in lingua romena?

 “Sottobosco” di Simona Castiglione non è solo un libro tradotto da me in romeno, ma anche pubblicato in italiano per la prima volta dalla casa editrice Ratio et Revelatio Publishing  che io e mio marito abbiamo fondato l’anno scorso, dopo il mio rientro definitivo dall’Italia. Abbiamo deciso che tra le nostre collane doveva per forza essere anche una di narrativa italiana in italiano, con testi inediti di autori italiani contemporanei. La collana si chiama Italia Felix (tutte le nostre collane hanno nomi latini) ed è distribuita nelle librerie del territorio nazionale italiano. Per ora ci sono solo due titoli: il romanzo “Sottobosco” di Simona Castiglione, e un’antologia di racconti brevi di autori famosi altri esordienti, coordinata dalla scrittrice e poetessa Laura Liberale, che si intitola: “Père-Lachaise. Racconti dalle tombe di Parigi”. In una collana invece nello specchio mi sono impegnata di tradurre tutto quello che pubblichiamo in Italia Felix.

Adesso abbiamo altri testi in analisi per prossima pubblicazione.

“Sottobosco” ci porta in un mondo magico al femminile, tra l’Italia e la Moldova romenofona, in un gemellaggio sorprendente e assolutamente unico. Ho letto il manoscritto in un batter d’occhio.  Amo questo libro con tutta la mia fantasia, se si può dire!

Se dovessi parlare di te come ti definiresti in due righe? 

Sono una sognatrice, idealista incurabile, altrimenti non avrei intrapreso un cammino così difficoltoso, nel tentativo di conservare intatta nel cuore la mia Italia, così come ho cercato con altrettanti sforzi per anni di promuovere il meglio della mia Romania in Italia.

editura rerCome è nata la vostra casa editrice Ratio et Revelatio?

Ratio et Revelatio è stato un progetto che io mio marito abbiamo maturato a pochi mesi dopo le nozze, perché volevamo un progetto professionale di alto tenore che ci unisca ancora di più. Oggi, con tutte le difficoltà possiamo dire che è stata una scommessa vincente, anche se non abbiamo superato tutti i pericoli. Il fatto di aver ricevuto al Gran Galà dell’Industria Editoriale Romena il premio nazionale “Best New Entry 2014”, la miglior casa editrice del 2014, che è il massimo riconoscimento nazionale, dopo neanche sei mesi di attività, avendo come concorrenti pregiati nomeni la Pavesiana, Adenium con molti più titoli e anni di attività, direi che non abbiamo iniziato male. Abbiamo ricevuto anche altri premi per l’intera attività o per singoli titoli, siamo recensiti nelle più pregiate riviste romene di cultura, e con la collana Italia Felix, anche in quelle italiane.

Editura Ratio et Revelatio
Raluca e Otniel-Laurean Veres fondatori Casa Editrice Ratio et Revelatio

Come coltivi il legame con l’Italia dopo il conseguimento dei tuoi studi a Padova?

Dopo aver conseguito 15 anni di studi e lavoro in Italia, laurea con 110 e lode a Padova, master alla Ca’ Foscari di Venezia, dottorato di ricerca all’ Università di Torino,  ma anche a Parigi ed Amsterdam, ho deciso di tornare in Romania attratta dalla prospettiva di una nuova famiglia con un mio connazionale, ma anche perché l’ambiente universitario italiano dove avevo lavorato per anni – Università di Udine, Università di Trieste, Padova e Calabria – dava purtroppo seri segni di stanchezza e decadenza. La serietà accademica è stata sostituita a vista d’occhio dal clientelismo  e nepotismo, senza basi di competenza. Moralmente e professionalmente non trovando più il mio posto, e con addosso una grande delusione, ho pensato semplicemente di abbandonare. Ho deciso per un nuovo start-up in Romania, a Oradea, una città storica multiculturale al confine ovest, insieme a mio novello marito, classicista, teologo e filosofo di discreta fama in Romania e non solo. Avere una cosa tutta nostra, non dipendere da nessuno, stabilire le regole in casa propria è stato un sogno comune sin dall’alba della nostra nuova vita insieme. Ed eccoci qua. Non mi sono mai allontanata più di tanto dal punto di vista affettivo dall’Italia che amo ancora con tutto il cuore. Torno annualmente alle giornate di studi sulle letterature contemporanee organizzate dal gruppo Giovani Europei (di cui sono membro fondatore) in collaborazione con le Università Padova, Verona e Bologna per parlare a un pubblico sempre più interessato della letteratura romena contemporanea.  Ci sono poi tante manifestazioni culturali alle quali gli autori e i libri italiani pubblicati da noi partecipano e portano il nostro nome. Credo siamo la prima casa editrice romena che pubblica autori italiani contemporanei con testi inediti.

In conclusione, un sogno nel cassetto?

Il sogno nel cassetto: portare avanti e mantenere il livello che ci siamo imposti all’inizio e che ci contraddistingue.

E noi vi auguriamo un grandissimo in bocca al lupo, con la promessa di impegnarci a leggere il libro di Simona Castiglione, e saremmo sempre felici di presentare simili progetti che legano le nostre culture, che fanno da tramite, che allargano e arricchiscono l’universo culturale di due paesi che hanno tanto in comune da almeno due mila anni: Italia e Romania.

Intervista a cura di Camelia Andrei

Sorpresa tutta rumena alla Berlinale 2015

Ancora una volta la creatività rumena vince sui palcoscenici cinematografici, confermando la bravura, l’audacia nell’affrontare argomenti delicati e sensibili e l’apertura mentale e culturale.
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Radu Jude ritira il Premio Orso d’Argento 2015 foto Berlinale 2015

Radu Jude ha vinto l’Orso d’Argento per la miglior regia del film lungometraggio “Aferim”, alla 65-esima edizione del Galà del Film di Berlino che ha avuto luogo sabato sera. “Aferim” è una parabola sulla storia mascherata di un movie on the road dell’epoca.

Secondo Agerpres, il regista Radu Jude ha dichiarato sul palcoscenico della Berlinale : “Se avessi saputo che avrei vinto un simile premio, sarei stato più serio durante le riprese”.

Radu Jude è entrato in competizione con nomi di grande peso della cinematografia mondiale, tra i quali Terrence Malick, Werner Herzog, Peter Greenaway o Jafar Panahi. Quest’ultimo trionfatore assoluto dopo aver’ vinto il premio più prestigioso della competizione, l’Orso D’Oro.

La giuria della Berlinale 2015 è stata composta dal regista americano Darren Aronofsky, l’attore tedesco Daniel Bruhl, il regista coreano Bong Joon- ho, il produttore americano Martha De Laurentis, il regista peruviano Claaudio Llosa, l’actrice francese Audrey Tautou e il produttore nonché scenografo americano Matthew Weiner.

La giuria ha deciso i vincitori degli 8 premi: l’Orso d’Argento per il contributo artistico rimarcabile (accordato per l’immagine, montaggio, musica, costumi o scenografia); l’Orso d’Argento per la miglior scenografia, il miglior attore, la miglior’attrice, il miglior regista, Premio Alfred Bauer dedicato al film che apre nuove prospettive cinematografiche, il Premio della Giuria e il Grande Premio, l’Orso d’Oro accordato al produttore.
Mauro Donzelli in un articolo pubblicato i giorni scorsi sul sito www.comingsoon.it faceva una bellissima recensione sul film:

aferim“Nell’esplosione della nouvelle vague di film provenienti dalla Romania mancava l’affresco in costume come Aferim, che ci porta nella prima metà del XIX secolo nella Valacchia che solo qualche decennio dopo si sarebbe unificata dando vita allo stato nazionale rumeno. Il protagonista è quello che potremmo definire una via di mezzo fra un poliziotto dell’epoca e un cacciatore di taglie che viaggia per il paese insieme al figlio alla ricerca di uno schiavo fuggitivo di etnia rom.

Se la dittatura comunista di Ceausescu è stata protagonista del cinema rumeno degli ultimi tempi che si è fatto apprezzare nei festival più importanti del mondo, è sul suo passato meno recente che il regista Radu Jude crede valga la pena porre l’attenzione. Un tentativo, il suo, di iniziare un processo consapevole di (psic)analisi per guarire la società rumena di oggi scoprendo da dove viene e di conseguenza capire come calibrare la direzione in cui andare.

aferim2Nel farlo Jude ha effettuato delle approfondite ricerche trovando alcuni casi reali che lo hanno ispirato per realizzare Aferim , un film dall’andamento a dorso di cavallo, qualche volta di mulo, spesso al trotto, ma ogni tanto con accelerate al galoppo. Picaresco e truce, ironico e spietato è il ritratto di un paese rurale, povero, in cui la schiavitù è ancora presente nella quotidianità, con una nobiltà in grado di disporre della sorte dei suoi sudditi in maniera quasi feudale. Fra impero ottomano e l’ingombrante vicinanza del grande vicino slavo, Aferim (espressione turca traducibile in ‘ben fatto’) è ambientato durante una delle tante guerre russo turche. La Valacchia ha visto tentativi riformatori, come in tutta Europa, e le occupazioni russe e turche hanno costantemente influito sulla lingua, le abitudini e perfino il modo di vestire della sua popolazione.

Abolizione della schiavitù, riduzione dell’ingombrante ruolo della Chiesa nella società, rispetto delle diversità, come nel caso dell’eterna minoranza perseguitata rom. Sono tanti gli aspetti che si insinuano nel viaggio dei due protagonisti, non sempre facili da seguire per un pubblico non a conoscenza della storia rumena, il che pone qualche problema di fruizione. Rimangono però le qualità di un film che usa i canoni del western per raccontare la schiavitù gitana con uno stile visivo che sembra uscito da una cartolina balcanica ingiallita, ma non nostalgica.”

Scopro una vecchia ricetta della nonna e…

Scopro una ricetta della nonna
La fila al negozio di latticini

Non era facile trovare gli ingredienti per fare dei dolci durante la dittatura comunista. La farina era sempre poca, il latte se lo trovavi lo trovavi solo dopo aver fatto una fila di almeno un oretta dalle 5 del mattino così come il burro, lo yogurt, la panna acida e il formaggino fresco. Il burro era pieno d’acqua e per non rovinare le ricette, dovevi lavorarlo parecchio finché tutta l’acqua si separava dal grasso. Alle 8.30 del mattino il negozio dei latticini era già vuoto di solito e così rimaneva fino al giorno successivo. Ma, la nonna riusciva sempre a fare in tempo e durante il periodo che stavo a casa sua, anche se abitava a pochi isolati di distanza dal mio palazzo, mi preparava sempre dei dolci. Riusciva quasi a fare miracoli pur avendo a disposizione quantità molto ridotte di alimenti rari e indispensabili per la preparazione dei dolci. Già , nonostante si svegliasse presto e riuscisse a comprare il latte e il burro o la margarina, ne poteva prendere solo quantità limitate. Per il burro era un massimo di 100 grammi e se nel casso i pacchetti fossero stati quelli da 250 grammi, la commessa gli doveva tagliare e pesare. E così per tutti gli altri alimenti, era fissata una razione giornaliera o mensile, della quale potevi usufruire dopo interminabili file e dopo che la cartellina colorata che segnava i giorni e il mese corrente veniva perforata sul giorno stesso. Un pò come i gratini per il parcheggio che si comprano nelle tabaccherie a Roma.

Qualche giorno fa, su uno scaffale del supermercato dove vado spesso, ho trovato il latte in polvere per i dolci, che mi ha fatto ricordare una delle ricette di mia nonna: il cioccolato fatto in casa con le noci! Le noci si reperivano, ai tempi, solo dai parenti che vivevano in campagna oppure dai contadini al mercato.

FullSizeRenderEcco gli ingredienti:

100 ml di acqua

350 gr zucchero

100 gr burro

250 gr latte in polvere

FullSizeRender_140 gr cacao

aromi e noci

Preparazione:

FullSizeRender_4L’acqua e lo zucchero si mettono sul fuoco e si lasciano finchè diventa uno sciroppo trasparente. Si mette da parte per 2-3 minuti, si aggiunge il burro e a pioggia mescolando con un mixer manuale, il latte in polvere, il cacao e gli aromi.

FullSizeRender_3Una volta incorporati gli ingredienti per bene, senza grumi, si aggiungono le noci. Io ho messo gli anacardi che adoro.

FullSizeRender_2La composizione si versa su una teglia 25 cm x 25 cm circa, ricoperta di carta da forno e imburrata.

FullSizeRender_1Si lascia riposare nel frigo fino al giorno dopo quando si taglia a quadretti.

FullSizeRenderBuon appetito!

Camelia Andrei

Cosa fare a Bucarest? Il top delle 10 cose che non dovete farvi sfuggire – 2a parte

Continuiamo la nostra incursione tra le cose da fare una volta trovati a Bucarest. Il top delle 10 cose da fare costituiscono solo un assaggio della vita mondana, della scoperta e della storia di questo paese. Ci sono tante altre attrattive che scoprirete passo dopo passo, giorno dopo giorno della vostra permanenza. Per alcuni sono cose belle per altri un pò meno, ma citando il grande Marcel Proust “Il vero viaggio di scoperta non consiste nel trovare nuove terre, ma nell’avere nuovi occhi”.

Il top delle 10 cose da fare a Bucarest
Museo Nazionale d’ Arte, Bucarest

6. Concedetevi Art 21 ° secolo
La Romania è esplosa sulla scena dell’arte contemporanea negli ultimi anni. L’iniziativa è stata generata inizialmente da un gruppo di giovani pittori e artisti visivi dalla città settentrionale di Cluj-Napoca, e alcuni si sono spostati in seguito verso la capitale aprendo nuove gallerie e centri di design. E ‘difficile individuare esattamente ciò che costituisce l’arte contemporanea romena, anche se i critici indicano elementi condivisi di arguzia e umorismo nero, uno stato d’animo cupo, e pezzi del surrealismo nel definire uno stile comune. Alcune delle migliori nuove gallerie da visitare per vivere l’emozione dell’arte contemporanea rumena sono Galleria Zorzini, la Galleria H’art e Anaid. La Galleria Galateca, di fronte al Museo Nazionale d’Arte, è specializzata nella progettazione all’avanguardia e ospita eventi e manifestazioni d’arte. Fermatevi al negozio della galleria, Neogalateca, per vedere alcune opere di design in vetro e oggettistica per la casa (tra cui un attaccapanni realizzati dal recupero ricavato da un tronco d’albero).

Il top delle 10 cose da fare a Bucarest
Giardino dell’Eden, Bucarest

7. Trovate il vostro Giardino dell’ Eden
Parte del piacere di passeggiare nel tessuto urbano denso della città è scoprire angoli verdi nascosti tra gli edifici e sentire il brusio delle conversazioni sotto gli alberi. Negli ultimi anni, i caffè all’aperto e i giardini caffè sono sorti dovunque in città per sfruttare le calde notti estive di Bucarest, quando, francamente, nessuno vuole sedersi all’interno. La libreria Carturesti potrebbe aver acceso la tendenza con il suo giardino Verona sul retro. Il Garden OAR, della porta accanto, offre una maggiore privacy e la possibilità di ascoltare jazz dal vivo o chitarra acustica in alcune serate. Poco lontano, nascosto dietro il derelitto Palatul Ştirbei (Ştirbei Palace), è la lussureggiante Eden Garden. Acquistare una bottiglia di rosé al bar e trovare un tavolo ombreggiato è tutto ciò che dovete fare.

Il top delle 10 cose da fare a Bucarest
Basilica Stavropoleos, Bucarest

8. Visitate le chiese storiche nascoste della Città
La Romania è profondamente ortodossa orientale, ma la vera bellezza di architettura ecclesiastica di Bucarest non si trova nelle grandi cattedrali. Piuttosto, sono le piccole chiese e cappelle, di solito incastrate nei piccoli angoli della città tra palazzi fatiscenti o dove meno te lo aspetti, che ti sorprendono e ti regalano gioia. Molti elementi di stile del 17 ° e 18 ° secolo si contraddistinguono tra quelli bizantino, greco, ottomano e rinascimentali. Le chiese condividono elementi comuni come altissimi campanili poggiati su piccole superfici di base e fondamenta, affreschi elaborati, pilastri sollevati e balaustre in pietra. La Chiesa Stavropoleos nella Città Vecchia è un ottimo esempio, con i suoi ricchissimi dipinti murali e porte finemente intagliate. Altre chiese da cercare sono St. Apostoli ‘Church, Monastero Antim , e anche se difficile da trovare, ma vale la pena per lo sforzo Chiesa Doamnei (o Basilica della Signora), aspettando magari nel parcheggio posteriore di un caffè.

Il top delle 10 cose da fare a Bucarest
Centro Vecchio, Bucarest

9. Bere e ballare attraverso la Città Vecchia (Centrul Vechi)
Centro storico di Bucarest, la Città Vecchia, ha ottenuto un restyling molto atteso e meritato, proprio in questi giorni, e ora è tutt’altro che “vecchio”. Quello che era una volta il terreno calpestabile della Corte Principesca nel 15 ° secolo e poi il centro di mestieri tradizionali come ferratura e lavorazione dei metalli è stato trasformato oggigiorno nel quartiere più ricercato per bar, club e caffetterie. Qui, minuscoli vicoli come Strada Smârdan o Strada Covaci sono pieni di allegria per via dei locali che offrono dai pasti alle bevande alla danza come la movida notturna vuole. Per il bere, da provare Bicicleta, dove gli arredi sono stati ricavati da vecchie biciclette. Per clubbing, e sostenitori della tradizione locale da non perdere La Muse e Mojo, entrambi nel cuore della Città Vecchia, ottime scelte per tutta la notte. Biutiful, non molto lontano, offre un altissimo concetto di design industriale, con prezzi un po più alti rispetto alle altre location.

Il top delle 10 cose da fare a Bucarest
Piazza della Rivoluzione, Bucarest

10. Visitare i luoghi dove la storia moderna ha preso vita
Un quarto di secolo fa, l’ex dittatore comunista Nicolae Ceauşescu e la sua moglie, Elena, sono stati uccisi a seguito di una drammatica rivolta di una settimana in tutto il paese che costo’ più di mille vite. E ‘stato un momento cruciale nella transizione storica della Romania verso la democrazia. Alcuni degli scontri più sanguinosi hanno avuto luogo in  Piaţa Revoluţiei (Piazza della Rivoluzione), e da un esame più attento alcuni edifici portano ancora i segni delle pallottole. Al centro della piazza, il totem Memoriale della Rinascita è destinato ad onorare coloro che sono morti e per simboleggiare la rinascita del paese. Attraversando la piazza si erge l’ex sede del Comitato Centrale del Partito Comunista Rumeno. Dal balcone sul fronte della costruzione (ancora visibile), Ceauşescu ha tenuto il suo ultimo sfortunato discorso alla nazione il 21 dicembre del 1989, prima di fuggire dal tetto in un elicottero. Lui e sua moglie furono presto catturati e sono stati eseguiti quattro giorni più tardi.

a cura di Camelia Andrei